Note di Franca Alaimo per “Il richiamo”



Il tuo romanzo, cara Maria Teresa, si legge, grazie alla fluidità della narrazione, tutto d’un fiato.

Si tratta di quella semplicità profonda che costituisce un punto d’arrivo di un lungo percorso di scrittura e che rivela doti di sensibilità e di umanità maturate attraverso un’osservazione attenta della realtà e dei più intimi moti umani.

Paesaggi e personaggi balzano fuori dalle pagine con una vivezza a tutto tondo; i primi tutti intrisi di cromie e profumi, variegati e intensi, come solo sanno essere quelli del meridione d’Italia; i secondi drammatici e combattuti dai propri sentimenti, spesso in contrasto con regole morali ataviche.

Il protagonista, Peppino, ritornato nella sua terra di Puglia, per rendere omaggio al padre morto, si trova invischiato in una rete di riflessioni ed emozioni, che, mentre lo tormentano, gli offrono la possibilità di ritrovare se stesso. Infatti il nucleo tematico del romanzo è una catabasi all’interno del proprio io, alla ricerca di quelle radici profonde in cui riconoscersi pienamente, spezzando maschere e sovrastrutture che lo impoveriscono e confondono.

Peppino recupera così insieme all’attaccamento alla propria terra gli amori fondanti della propria vita. Attorno a lui si muovono diverse donne, che incarnano i valori tipici della civiltà meridionale: l’attaccamento alla famiglia, la capacità di soffrire in silenzio, di sacralizzare ruoli e gestualità.

La madre di Peppino, in particolare, si staglia, potente e assoluta, al pari di un personaggio della tragedia greca. E c’è, in verità, in tutta questa rappresentazione, qualcosa di possentemente arcaico, legato ai dettami del Fato.

Il lettore viene coinvolto nelle vicende anche grazie ad un certo effetto sorpresa, favorito dai molti flashback che svelano alcuni insospettabili antefatti.

Una storia, dunque, che fa presa ed entra nella mente e nel cuore.

Difficile, a lettura ultimata, separarsi da essa e dai suoi protagonisti, nei quali, pur nelle inevitabili differenze, ciascuno di noi può ritrovare una parte di sé.

Franca Alaimo, 20 maggio 2019

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