Pubblicazioni SILLOGI

Collisioni d’interni
Il Convivio Edizioni
2019

Vincitrice del Premio Internazionale Il Convivio 2018
sezione silloge inedita


Prefazione di Giuseppe Manitta
Scrittore, caporedattore della rivista “Il Convivio” – Catania. Curatore bibliografia leopardiana del “Laboratorio Leopardiana la “Sapienza” Università degli Studi di Roma
Recensione di Alfonso Graziano
Poeta, scrittore
Immagine di copertina “Incontri d’anime e orizzonti”
Artista Amelia Fratello

https://www.mondadoristore.it/Collisione-d-interni-Maria-Teresa-Infante/eai978883274275/
https://www.lafeltrinelli.it/libri/maria-teresa-infante/collisione-d-interni/9788832742756?channel=desktop
https://www.libroco.it/dl/Infante-Maria-Teresa/Il-Convivio/9788832742756/Collisione-d-interni/cw225153587586738.html
https://www.eprice.it/Letteratura-Varia-Il-Convivio-Maria-Teresa-Infante-Collisione-D-interni-9788832742756/d-56832691

ROSSO SANGUE
Oceano edizioni.

Vincitrice del Premio “Books for Peace” 2018. Roma
Vincitrice Premio Euterpe
6^ Ragunanza di Poesia 2019 – Roma

Pag. 165. Anno 2018
Prefazione: Franca Alaimo-poetessa, scrittrice, saggista
Relazione a cura della dott.ssa Anna Maria Pacilli
Medico chirurgo specialista in psichiatria, sessuologo clinico, esperto in criminologia
Immagine di copertina: Rosso rose – Claudio Cavalli reporter, Piacenza

(…) Maria Teresa Infante afferma, ancora una volta, dopo essersi presa cura recentemente insieme a Massimo Massa dell’antologia Ciò che Caino non sa – Le mani dei bambini, (che, come si legge in prefazione, intende dare voce al mondo sommerso dell’infanzia ed ai crimini commessi contro di essa) la sua adesione ad una poesia impegnativa, che, in questo caso, si occupa del mondo femminile, restituendo ai poeti il compito di guida dell’umanità verso i valori sacrosanti dell’amore, del rispetto, della convivenza civile.
Questa sua vocazione conferma la postura etica dell’Infante, lo slancio della sua indole, la disponibilità ad assumere su di sé il dolore del mondo, gridarlo senza paura, con un piglio quasi da profeta che fa ricordare certi poeti americani come Gregory Corso o certi compositori di testi per canzoni della Beat Generation.
Non è che manchino riferimenti alla cultura classica (come, ad esempio, Catullo, Dante, Shakespeare, Pozzi, vittima del bigottismo paterno, e altri), e, tuttavia, essi vengono sempre rimodellati in modo assolutamente personale, spogliati quasi della loro solennità per aderire a scopi e umori del tutto contemporanei; mescolandosi ad altri più popolari o espressioni del parlato.
Franca Alaimo – poetessa, scrittrice, saggista


Presentazione dell’opera
Rosso sangue è una silloge con una doppia chiave di lettura, in cui ho voluto racchiudere poesie che comprendono un percorso di scrittura – e con esso, di studi e impegno nel sociale – legato alla fenomenologia cognitivo-affettiva di un sentimento nobile e allo stesso tempo, dirompente, impetuoso, qual è l’amore, senza trascurare le problematiche che intervengono nel rapporto uomo-donna.
Il volume, 165 pagine, comprende 107 poesie inedite, 14 edite e due monologhi, di cui uno in chiusura ed è introdotto dalla poetessa, saggista palermitana Franca Alaimo e da una relazione della dott.ssa, Anna Maria Pacilli, di Cuneo, medico chirurgo, specialista in psichiatria, sessuologo clinico e criminologa.
Il titolo ha una doppia interpretazione: Rosso è il colore del sangue, che è linfa vitale, energia, indica amore, eros e passione, ma rosso è anche il colore del sangue versato. Rosso è quindi vita e morte.
Alla stessa maniera, il fascio di rose rosse (fotografia del reporter Claudio Cavalli, Piacenza) ha una valenza duplice: un omaggio che ho inteso fare alla donna, all’amore passionale e un omaggio a tutte le donne vittime di violenza, che sia fisica o psicologica (a tale scopo lo sfondo nero).
Nella silloge tante le poesie d’amore, sotto ogni forma, sparse al suo interno a inframmezzare le tematiche (eros velato, mancanza, assenza, passione) e tante le liriche dedicate a donne della storia (Hanna Arendt, Norma Cossetto, Antonia Pozzi ecc); amori della letteratura classica (Paolo e Francesca, Giulietta e Romeo, La signora delle camelie…); a cronache di avvenuti ed efferati femminicidi. A tale proposito le liriche hanno delle annotazioni a margine che vogliono essere un omaggio, doveroso e sentito (il fascio di rose) alle vittime. I loro carnefici non sono mai menzionati, volutamente.
Ancora è trattata la pedofilia, e altre forme di soprusi verso i minori: spesso corredate da note informative.
Per i suoi contenuti Rosso sangue, Oceano edizioni, pubblicato a giugno 2018 ha ottenuto, per la sezione poesia, il riconoscimento per il “Giornalismo d’Inchiesta”, vincendo il Premio “Books for peace”, il 15 settembre 2018 a Roma.
L’Autrice

IL VIAGGIO
Oceano Edizioni.
Premio della Critica Club della Poesia 2017
Pag. 125. Anno 2016
Prefazioni: Elisabetta Bagli, Fernando Val Garijo, Gilberto Vergoni.
Immagine di copertina: Fotografia Nicola Napolitano “Verso l’infinito” San G. Rotondo
http://www.oceanonellanima.it/oceano/libro.php?id=6

Maria Teresa Infante, scrittrice e poetessa intensa ed elegante, ci prende per mano attraverso la lettura dei suoi scritti, facendoci attraversare le emozioni descritte nella sua opera come testimone di questo suo costante viaggio alla ricerca di sé.
“Il Viaggio” di Maria Teresa Infante è sicuramente un libro da leggere, da assaporare, da accarezzare, da vivere. Auguro alla scrittrice di San Severo e mia amica di vita e di poesia, di realizzare ogni sua aspirazione in questo cammino, affinché i desideri non rimangano solo dei sogni.
Elisabetta Bagli
Poetessa, scrittrice. Ambasciatrice culturale Universum Academy Switzerland

La chiave della vita è il viaggio, sia esso fisico, con il corpo, che psichico, con la mente e con l’anima. Il titolo della silloge di Maria Teresa Infante nasce senza dubbio dalla volontà dell’autrice di perseguire un esercizio interiore di tolleranza, pazienza e coraggio alla ricerca della libertà dalle catene per incontrare se stessa.
Non posso far altro che intraprendere il cammino nella lettura di questo libro che si preannuncia interessante e augurare alla scrittrice di scoprire le mille forme di osservazione della realtà attraverso la parola per sentirsi viva in questo mondo.
La clave de la vida es el viaje, ya sea físico, con el cuerpo, o mental, con la mente y el alma. El título de este libro de María Teresa Infante nació, sin lugar a dudas, de la voluntad de la autora de realizar un ejercicio interior de tolerancia, paciencia y coraje en busca de liberarse de las cadenas para encontrarse a sí misma.No puedo sino leer este libro que promete ser interesante y le deseo a la escritora que descubra las muchas formas de observar la realidad a través de la palabra para sentirse viva en este mundo.
Fernando Val Garijo
Professore Ordinario della UNED
Facultad de Derecho Internacional Pùblico

(…) Così è la Poesia di Maria Teresa Infante: non è luogo per consumatori; è un luogo in cui il rallentamento del tempo e la contemporaneità del pensiero sviluppano, nella destrutturazione della parola, il significato dell’esistere: a volte tragedia, specchio di un crudo presente, altre, atto di fede in un futuro tutto Umano “che sappia amarmi senza consumarmi.”
Gilberto Vergoni
Poeta, medico chirurgo

 
La silloge è corredata da immagini di opere di artisti che gentilmente ne hanno concesso l’utilizzo:
Barnabei Francesca – Artista. Ovunque;
Bilancia Dino – Artista 21.08.1953 – Locorotondo  (BA)
Cavalli Claudio – Reporter. 15.03.1952 – Piacenza
Di Marzo Belgiro – Artista. 16 .07.1950 – San Felice a Cancello (CE)
Felinfer Maxs – Artista. 22.04.1947 – Maciel (Argentina)
Frusciante Enrico – Artista. 19.12.1956 – Salerno
Loy Max – Artista. 04.11.1950 – Pistoia
Marcucci Pinoli Alessandro in Valfesina – Artigiano delle sensazioni. 20.7.1943 – Pesaro
Papalia Domenico – Artista. 01.09.1962 – Delianuova (RC)
Patitucci Brunella – Artista. Rende (CS)
Rossi Roberto – Artista. 1.11.1949 – Valdagno (VI)











Nella condizione universale, “Forse del tempo sarò un suo fuscello o solo carta che dimena il verbo” sulla scia del Big Bang, dove affondano le radici dell’uomo, l’ego è la nota dell’inno del Creato che vaga nell’ auditorium esistenziale. Coglierla, è ascoltarsi e riconoscersi; è la rotta, il senso, è quel prendersi per mano per non vagare nella Selva della mappa interiore.
“Ascolta sempre e solo musica vera, e cerca sempre, se puoi, di capire” (cit.)
e la tua, è musica vera, Maria Teresa. Come il corpo, privo della parola, attraverso la gestualità esprime la condizione interiore, cosi l’anima, essenzialmente, rivela il suo volto. Tratti somatici liberati, denunciati e urlati se necessario. In questo caso con l’ausilio della poesia, lo strumento che si fa bisturi e laddove il cuore, si fa paziente, incide profondamente!
 
Forse del tempo sarò un suo fuscello/ o solo carta che dimena il verbo
 
Delle mie chiese sento le campane/ eppur la messa non mi cade dentro
 
Potesse il mio Dio/impollinare vallate sterminate con l’alito di pane fresco.
 
Mai volai, con l’aquila oltre i tetti/ma riconosco il cielo che mi piove addosso.
 
 
“Il Viaggio” è un’opera che non dice, è un Sentire la pelle tesa, mentre scorrono scorci diVersi, dipanati sulle spalle del tempo. Squarciati, divisi e annullati sull’orizzonte trafitto dai nodi delle saette… da e per il cielo. Cariche emotive che demoliscono le mura spazio/tempo in una presenza/assenza, figlia della luce, nel nome del giudizio atavico della memoria, traslando l’Io nel sistema planetario dell’Essere, dove il destino tracolla, soccombe, e ci consegna alla storia infinita, quella dell’Uomo in carne ed anima, in tutta la sua contraddizione… è meraviglia!
Il Viaggio tuo
il mio
il nostro.          
 
Donato Mancini
 
OBLACI I TIŠINA (Nuvole e silenzio)
Oceano Edizioni. Distribuita in Serbia. Anno 2016
Ristampata in edizione bilingue nel 2017
Traduzione a cura di Mirjana Dobrilla
Prefazione Borisav Bora Blagojević
Immagine di copertina: opera dell’artista Dino Bilancia
http://www.oceanonellanima.it/oceano/libro.php?id=15

Ja i okolina – Me e dintorni
Videla sam ljude kako sipaju u more
sa stena, suze i so
i bosonoge plevačice
kako se busaju u prsa, između pirinčanih polja.
Videla sam decu, bez zmajeva
što se dižu u vazduh, iznad Jordana
i minareti, katedrale
njihovim telima su se hranili.
Videla sam ljude, rukovala se
opekli su mi kožu
i onda opružena po nenegovanom travnjaku
skrenula sam zamišljen pogled.
Videla sam sebe, zrno žita
beskvasni hleb prošlih dana.

Opljačkani ¬– Depredati
Ukrali su mornarima val
i između mreža se sada zakačila pesma
ribara koji nema više glasa.
Ukrali su more, onda i pesak
grme između razrušenih zidova
hiljade topova što bljuju bes.
Ukrali su nam oči školjke
bančeći našim ljušturama
a biserima, izgubljeni su tragovi.
Sve su ukrali, osim plača
a molitve se prelivaju u mlazovima.
ITINERE
Sentieri Meridiani Edizioni.
Vincitrice del XVI Premio Letterario Nazionale “U. Fraccacreta”
Pag. 60. Anno 2016
Introduzione Rosa Nicoletta Tomasone
Nota: Il volume è stato stampato come riconoscimento del Premio, dal Centro culturale “L. Einaudi” e per questo in pochissime copie, non diffuse. A tale ragione le liriche sono state poi inserite,  nelle sillogi successive.

Una raccolta di trenta poesie in cui sono disseminati emozioni, palpiti, vagiti… Si intravedono porte chiuse e semiaperte, metafore di occasioni perdute o volutamente bruciate, allontanate, scacciate. I versi sembrano afflitti da un male oscuro e pervasi da un’uggia grigia e penetrante che raramente si dissolve e, quando accade, non è il calore del sole a dissolvere la nebbia, bensì il calore che sale dalle viscere: unica forza in grado di confinare le ombre in un angolo di cielo. Nella silloge le meteore non sono quelle greche, e le similitudini passano dalle persone alle cose, dagli animali all’uomo per andarsi a schiantare, come bolidi impazziti, in quei versi ove annega il disperato bisogno di ritrovarsi. Poesia poliedrica che va dalla denuncia civile, all’amara constatazione della condizione umana. (…)
Maria Teresa ha ancora una parte di sé estranea a se stessa e a testimoniarlo sono le mani, propaggini di un corpo, protesi inutili. Il ritmo dei versi rispecchia quello del suo sentire: i silenzi si annidano tra parole spezzate, ricercate, lasciate cadere là “come una cosa abbandonata”, sento il gorgoglìo rutilante degli antichi vati.
 
Comm. Prof.ssa Rosa Nicoletta Tomasone poeta e scrittrice Presidente Centro Culturale Internazionale “L.Einaudi” San Severo (FG) Italia

La stasi
Serva della mia mente
io
la schiava incatenata al pregiudizio
di un presente che non passa
blasfemia del domani
viscida e biforcuta condanna
di questo tempo finito
dove mi fermo
io
ed infinita
diventa l’agonia di questa sorte
alleata con la morte.
La mia.
C’è SEMPRE UNA RAGIONE
La lettera scarlatta edizioni.
Pag. 140. Anno 2014.
Introduzione Rosanna Marani
poetessa, giornalista
Massimo Massa
poeta, Presidente L’Oceano nell’Anima, Presidente UNACI, Presidente Premio accademico internazionale Lucius Annaeus Seneca

Come si fa a non desiderare quest’anima? L’anima di Maria Teresa?
Come si fa non tuffarsi nell’anima? Nell’anima di Maria Teresa?
È un lago di rugiada. Dove emergono al tintinnare della lacrima…
ninfee che appassiscono di sole…
Nel dolore crudo del passare delle stagioni anche se Maria Teresa non ha stagioni.
Ha attimi da offrire. Attimi… fioriti e attimi sfioriti…
Di sentimento, di sfumature di emozioni.
Come un ventaglio impudico, che mostri le stecche di amore e dolore…
senza steccare mai. Mai di rassegnazione…
La sua poesia è speranza, non aspettativa.
È fluire del sangue, l’inchiostro con cui la si scrive…
E il sangue non può non essere che rosso, il colore della poesia…
Poiché la poesia nasce come rabbia… come ribellione… come passione…
compassione… e sacrificio di parola.
Come voce fuori dal rumore noioso dell’ordinario, per diventare melodia.
La rabbia… la ribellione… l’amore… il dolore… la passione… la compassione…
il sacrificio e la parola… Sono vita di poesia e nella poesia…
Di Maria Teresa Infante che scrive… rimango isola e baia sconosciuta
per chi di un cuore pensa che sia sottana che può sfilare e poi buttar su
un letto e il giorno dopo te la ricompra nuova… Ed io resto affascinata in sua compagnia…
Con Maria Teresa… isola e baia sconosciuta… a sentire cantare il suo cuore.

Rosanna Marani
(Giornalista, poetessa, conduttrice radiofonica, responsabile Com.  Web Federazione, Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica)
 

Nella sua anima c’è un susseguirsi di emozioni vive che si muovono
continuamente, che cambiano forma, che cambiano colore, alla
continua ricerca di se stessa, del proprio essere, della propria essenza
che prende coscienza attraverso le sue poesie, nelle quali si
cela una forza comunicatrice che fa di lei un’artista unica nel suo
inconfondibile stile.

Massimo Massa – Poeta; Presidente Associazione culturale “L’Oceano nell’Anima” e del Premio accademico internazionale di letteratura contemporanea “L. A. Seneca”

QUANDO PARLERAI DI ME
Edizioni Rei
Pag. 98 – Anno 2012.
Introduzione di Silvia Denti, Italo Zingoni.
Presentata presso l’Auditorium del Teatro comunale G. Verdi a San Severo. Relatori Massimo Massa e Enza Cicerale, assessore alla cultura. Reading a cura degli attori teatrali Tonia d’Angelo, Massimo Sentinella.

Poesia come spine e petali di rose. Così ho provato a definirla. La poesia della Nostra trasporta il lettore in una realtà-non realtà che assorbe la mente e la catapulta in un mondo in cui non esistono confini al pensiero e alla fantasia e in cui le “visioni” non sono mai opache ma lucida espressione di una mente che spazia e che non è capace di fermarsi a ciò che gli occhi vedono ma sa sempre andare oltre, in una visione anche onirica, ma assolutamente vera e vissuta, e soprattutto sempre condivisa e condivisibile.
Italo Zingoni – Poeta
Dopo aver letto questa silloge credo saranno in pochi quelli che smetteranno di leggere questa Autrice. Stilisticamente c’è una capacità di interloquire con il lettore, fantastica, non saprei dire se studiata a tavolino ma mi sa più di spontanea essenza, qualcosa d’innato, che si dilata e sembra la scenografia di un film, a tratti impresso nella fissità della fotografia, per divenire sempre spazio che va oltre il verso ripetuto, come un’ombra che proietta se stessa allungandosi e coinvolgendo gli occhi e la mente di chi legge.
Silvia Denti – Poetessa, Editrice

Quando parlerai di me
Quando parlerai di me
digli dei miei occhi scuri e stanchi.
Quando parlerai di me
digli che ero acqua senza mare.
Quando parlerai di me
digli che ero luna in fondo a un pozzo.
Quando parlerai di me
avrai graffi e solchi sulla schiena
avrai dei da pregare senza altari
avrai vetri e piume tra le mani.
Quando parlerai di me
saprai che non mi hai mai trovata
saprai che io ti ho inventato
saprai di parole controvento.
E se parlerai di me
sorriderai piangendo…

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