TRA IL DIRE E IL FARE

TEMPUS FUGIT

Perché ho 20 anni nella mia mano a manca
ma 101 ne sgrano tra le dita

vorrei sapere se ci sarà un momento

di pareggiare il conto senza resto.

Equiparare il cuore e la ragione

seguire in piedi il filo del rasoio

che taglia in due il dire con il fare

e lo ricuce con l’essere e il volere.

Vorrei saper se sogno e non son desta

mentre mi fingo bella alla finestra,

vorrei trovare l’ago nel pagliaio

far della trave la spada nella roccia.

Perché ho 20 anni nella mia mano a manca

ma vorrei ancora averne da rubare

e fingerei di credere che il vento

mi baci piano mentre mi urla dentro

Perché 20 anni intreccio tra i capelli

ma 101 rose han già chinato il capo…

– Maria Teresa Infante – silloge “C’è sempre una ragione” Anno 2014

IMMAGINE: ” Il Disinganno” Cappella di Sansevero – Napoli

Perché in fondo cosa è mai il tempo se non ciò che ogni giorno impasta ossa e sangue sulla terra?
Rendere materia l’inesistente, il preconcetto, l’inafferrabile è la nostra più grande presunzione. Il tempo è fallace, dipendente dalla qualità delle emozioni che ci portiamo dentro; tanto più sono genuine, vere, tanto più a lungo vi rimarranno e sfioreranno l’eterno.  
Ciò che si-amo è il nostro tempo; contare gli anni sulla punta delle dita è un alibi per dare un senso al corso dell’esistenza.

Un pensiero riguardo “TRA IL DIRE E IL FARE

  1. Marzia Cagnacci 28 aprile 2019 — 17:24

    L’esistenza la valutiamo con la misura tempo per motivi pratici e razionali specialmente da quando il nostro vivere in una società organizzata ha posto l’esigenza di stabilire un rapporto costante tra noi e gli altri. A questa unità temporale noi abbiamo sottomesso tutti i valori umani ed emozionali della vita rendendoli importanti in funzione appunto del momento che stiamo vivendo e non lasciati fluire assecondando la loro e nostra natura. Da qui la crisi individuale che diventa sociale per la disarmonia che si crea tra ciò che viviamo e ciò che sentiamo dentro. Anche in questo caso però mi sento di dire che siccome la perfezione non esiste e tentare di raggiungerla è certamente salutare ma non deve diventare un’arma a doppio taglio, a volte, un pizzico di presunzione nel voler far diventare esistente l’inesistente aiuta, molto, tanto, perlomeno a superare i primi ostacoli per poi proseguire sulla strada della pacata accettazione della realtà e dei sentimenti che liberi possono fluire.

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