ZONE D’OMBRA

 I PARTE

Cos’era il male? Cos’era il bene? S’interrogava, Kyd, e decideva di non decidere.
(Roberto Vecchioni)

Ci hanno sempre detto che esistono solo due strade da seguire: quella del bene e del male, i due principi fondamentali che regolano la condizione umana.
Si sta di qua o di là.
Ma se davvero è così semplice perché Kyd decide di non decidere?

Forse perché tra due strade ben delineate fin dalla notte dei tempi, in ogni tempo e in ogni luogo il furbetto del momento ci ha inserito tante zone d’ombra in cui fare e disfare a suo piacimento; girare e rigirare come banderuola al vento, o come una frittata se preferite, ma dimenticate le uova bio. E magari anche comandando al vento da quale parte soffiare, in cambio di un paio di giorni di vacanza al mare. Ehhh, neanche ai venti ci si può più affidare, ormai spirano dove non batte il sole.
I santi? Meglio lasciar perdere, anche loro non sanno più a chi votarsi per riacquistare credibilità. Ormai sembra che tutti abbiano un santo in paradiso e per chi non ce l’ha è l’inferno.
No, Dante, davvero c’entra poco stavolta, anche se per ogni zona d’ombra aveva assegnato agli “istrionici furbetti” la pena adeguata da espiare.

Ma senza tirare in ballo letteratura, religioni, teologia, filosofie, sociologia (basterebbe la matematica: 2+2 fa sempre quattro) non servono grandi menti o insegnamenti eccelsi per intuire la giusta direzione da prendere.
Forza, siamo seri, non prendiamoci in giro.
Mio nonno a scuola ci andò il “qb” perché in casa servivano braccia da lavoro, con tutti i terreni da condurre, cinque sorelle da maritare, il padre morto mentre la madre era nuovamente incinta e la nonna stroncata dal vaiolo (direi che più di così si muore).
I problemi e le equazioni li risolse vivendo, imparando a sue spese, eppure non aveva nessuna confusione interiore, neanche esteriore se devo dirla tutta – ineccepibili gli abbinamenti giacca, camicia e cravatta! – che non si pensi che un contadino avesse il senso del bello e dell’estetica di alcuni degli attuali personaggi televisivi!

Perentorio nel dire: “questo non si fa e questo si fa; questo è sbagliato, questo è giusto; la pasta è scotta o è al dente; se salti dal balcone sono cavoli!”

Ho afferrato presto il concetto che, se mi fanno una carezza sto bene, se mi danno una pugnalata sto male. Il “camaleonte” (intanto ha cambiato pelle) potrebbe indurmi a credere che anche una carezza data con troppa veemenza potrebbe far male – allora chiamalo schiaffo, con il suo nome! – e che anche una pugnalata non sempre viene inferta con l’intento di far male o di uccidere (verissimo! Si voleva solo testare la lama su un corpo solido che galleggia e verificare se i vasi comunicano tra loro, scambiandosi qualche gocciolina di buon rosso).

Ma mio nonno, in verità, in verità vi dico che lo ascoltavo poco, avevo altro da fare a quei tempi.

Ma lo osservavo. Era un gran maestro. Man mano che gli anni lo indebolivano cominciava a piegare la schiena, eppure sembrava camminare sempre a testa alta.
E anche quando la mente cominciò ad andare a zonzo, per conto suo, non sbagliò mai strada! Diciamo che trovava sempre quella di casa, se così vi piace.

Il pomeriggio che si riprese dall’improvviso infarto cerebrale (il primo dei tanti ictus che misero fine alle sue preoccupazioni per gli alberi da frutto), una delle prima cose che disse fu:
– E adesso avranno rubato tutte le pesche in campagna. Erano quasi mature giorni fa. I fichi, poi, non ne parliamo. Già me ne facevano trovare la metà.
– Ma tu pensi alle pesche e ai fichi? – Gli risposi – pensa a riprenderti invece, che è una grazia se ne stai ancora parlando. – Riuscivo a stento a mascherare l’ondata di tenerezza che mi trasmetteva.
– Non è giusto. – Aggiunse solo questo.

Tutto il resto lo appresi dal suo sguardo triste e impotente e dai suoi occhi limpidi, puliti – chiari come il cielo che ci sovrastava – di chi ha lavorato una vita per campare onestamente e con dignità. E vedermi saltellare intorno alla sua cesta di vimini, stracolma di fichi maturi. Avevo sedici anni.

Mi accade, durante le nostre calde estati, di passare davanti ai banchetti di fortuna, seminascosti tra gli angoli in penombra delle strade del mio paese.
Guardo famelica i fichi e le pesche. “Non è giusto”, riascolto mio nonno che ora avrà trovato i santi che non ha mai cercato.

Procedo e ingoio saliva, ma il sapore è buono. Fa stare bene.

Ho iniziato così a dire NO e a scegliere da quale parte stare. Si parte anche da qui, facendo in modo che ognuno raccolga i frutti del proprio lavoro.
In fondo non è così difficile. Basta solo deglutire a vuoto.

Nessuna zona d’ombra.

E magari anche Kyd prima o poi deciderà di decidere.

Maria Teresa Infante

20 pensieri riguardo “ZONE D’OMBRA

  1. Luigi la Zazzera 17 aprile 2019 — 13:33

    Cara M. Teresa, rileggerò per ben meditare. Intanto prendiamo atto che anche la matematica, pur sempre rigorosa, non è perfetta, non dà certezze assolute. Ma può aiutarci a raggiungere quel grado di precisione accettabile.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie mille Luigi, certo che lo so ma mi sono limitata al 2+2, può essere che qualcuno mangi la caramella prima che si sommi e il totale divenga, per forza di cose, 3 🙂

      "Mi piace"

    2. Tania Di Malta 17 aprile 2019 — 16:59

      Quante cose da dire in proposito. Mai come ora è stato importante guardarsi dentro e scegliere da che parte stare. Ma a me non viene difficile. Neanche a te❤️

      Piace a 1 persona

      1. Conoscendoti non ho dubbi Tania, grazie di cuore per la tua condivisione di pensiero.

        "Mi piace"

  2. Un testo che mi piace molto. Abbastanza scorrevole e schietto.Bravissima come sempre!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie di cuore Amalia! SEmpre gentile

      "Mi piace"

  3. Le persone semplici e genuine come i nostri avi sapevano sempre da che parte stare e avevano ben chiaro il concetto di bene e male . Loro lo avevano ereditato da secoli di consuetudini ed etica cristiana che naturalmente non si sognavano mai di mettere in discussione. Semplicemente seguivano modelli di vita consolidati e pertanto ritenuti assolutamente validi.

    Piace a 1 persona

    1. Mi fa piacere constatare che il mio sentire sia comune e che ci ritroviamo in ricordi e insegnamenti che hanno assolutamente valore universale e non soggetti a mode temporanee o tornaconti personali, ma solo messi in ombra dalla convulsione e dall’arrivismo a tutti i costi. Basta uscire dalal zona d’ombra e tutto diventa più chiaro. Grazie di cuore Rosanna.

      "Mi piace"

  4. Maria Rosa Catalano 17 aprile 2019 — 17:32

    Chiaro, diretto, il modo di scrivere di chi apprezza la vita con i suoi sacrifici, le rinunce, il lavoro onesto anche se duro. Onestà e dignità sembrano demodée, bisognerebbe invece riscoprire questi inestimabili valori per uscire dalla zona d’ombra e vedere la luce. Complimenti

    Piace a 1 persona

    1. Concordo pienamente Maria Rosa, eppure sembra così difficile fare le cose semplici. Grazie di cuore.

      "Mi piace"

  5. claudio santucci 17 aprile 2019 — 17:59

    Bella atmosfera, bella riflessione

    Piace a 1 persona

  6. Maria Rosaria Persico 17 aprile 2019 — 19:33

    Sapore di pane e fichi
    Sapori di olive e buon vino
    Sapore di casa e tradizioni
    Cosa e’ bene e cosa e’ male un tempo , i nostri vecchi ,
    lo sapevano bene
    Le zone d’ ombra erano solo quelle degli alberi
    Brava Maria Teresa…lo sai che amo il tuo modo di scrivere

    Piace a 1 persona

    1. Grazie di cuore Maria e lo sai che anch’io amo te!

      "Mi piace"

  7. Francesca Misasi 17 aprile 2019 — 23:04

    Un pizzico di sana ironia, un tocco di classe tra il serio ed il faceto ed il racconto si snoda, avvincente, incalzante intrigante furbescamente condotto con mano sicura, docile accattivante …….. e la morale ? dov’ la morale ? la morale è presente in ogni parola in ogni riga , è nell’antica saggezza dei nostri padri , è in chi crede in se stesso , in chi sa trovare e discernere il bene nella propria coscienza ! Bellissimo testo , scritto superbamente ………È sempre un grande piacere leggerti Maria Teresa, e dire bravissima è alquanto riduttivo !

    Piace a 1 persona

    1. Il tuo affetto e la stima mi giungono sempre calorosi e davvero graditi Francesca, per altro ampiamente rcambiati. Ti ringrazio di cuore per la tua attenzione e le tue belle parole

      "Mi piace"

  8. Pensiero bellissimo e profondo che condivido in pieno. Penso che per persone come noi non esistano zone d’ombra. Per me- e dovrebbe esserlo per tutti – la zona d’ombra è quella che si crea la sera al calar del sole. Nel cuore di chi ,come noi,ama la vita e il mondo e rispetta le regole della civile convivenza, dell’onesta’ intellettuale, della legalità , ci sarà sempre il sole .
    Pensiero che induce,comunque, a riflettere,scritto,come sempre, in modo egregio.

    Piace a 1 persona

  9. Marzia Cagnacci 22 aprile 2019 — 17:45

    Tutti quanti viviamo la propria vita senza decidere veramente da che parte stare. Le esigenze quotidiane, gli affetti la posizione economica e pur quella geografica, l’educazione ricevuta e la profondità dell’impronta che ha lasciato in noi, determinano di volta in volta la nostra camaleontica capacità di decidere da che pare stare. Scegliamo il bene quando possiamo e ci compiaciamo soddisfatti di essere tra i giusti. Troviamo mille giustificazioni con noi stessi quando la scelta ha l’ago della bilancia che pende verso il male. Per nostra natura non siamo esseri perfetti e per quanto a tale perfezione aspiriamo, mai riusciremo a percorrere nella vita la stessa strada sempre ben tracciata senza incorrere in sanzioni. Ci saranno sorpassi oltre la striscia continua, parcheggi in divieto, stop non rispettati e tante piccole o grandi infrazioni . L’importante è non creare troppi danni a noi stessi ed al prossimo arrivando alla meta consapevoli che di questo viaggio ne è valsa la pena. Le zone d’ombra fanno sì che esista la luce.

    "Mi piace"

    1. Così è cara Marzia, l’importante è avere la giusta consapevolezza e la differenza tra le due condizioni, senza trovare alibi ad personam. Siamo essere imperfetti in continua evoluzione e il cammino serve proprio a migliorarci, o almeno a provarci.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close