Breil

Eccone un’altra – DISTANZIAMENTO VERTICALE in autobus – partorita da menti in cui i neuroni sono eccessivamente distanziati tra loro. Dopo quello orizzontale prepariamoci al distanziamento obliquo, quello a righe e a pois per le varie stagioni e il cambio armadio.

È immorale far leva sulla paura della gente per arrivare a questo, a sederci di spalle a non doverci guardare negli occhi, a non cercare di comunicare un’emozione almeno con lo sguardo, i gesti, la mimica (e già ciò sarebbe assurdo).

E va bene che ci hanno blindati, privati della stretta di mano, dell’abbraccio, (perfino con figli e nipoti!) Ci avevano consigliato anche di fare sesso per non oltre 15 minuti non tenendo conto della capacità di sopravvivenza della specie che grazie all’eiaculazione precoce ha fatto in modo che i contagi ipotizzati fossero ridotti al minimo. Non parliamo del virus colto e istruito che frequenta musei, teatri, biblioteche, scuole, luoghi di culto e diserta i supermercati, i fruttivendoli e le tabaccherie. Chiaro, un popolo sazio che ha da lamentarsi? Non ne ha nessun diritto, messo all’ingrasso come le oche a cui estrarre il fegato per il foie gras (povere oche tratte in inganno)

Con i supermercati chiusi tutto questo sarebbe durato meno di quindici giorni, il tempo di dare fondo alle scorte accumulate dal sottoscala alle mansarde.
Il plexiglas al mare, in montagna e a scuola? Il divieto di giocare a beach, in spiaggia, all’aperto ma il campionato di calcio ammesso? Il divieto al bagnino di avvicinarsi al bagnante in pericolo se non è assolutamente certo che stia per annegare? Tastargli il polso neanche a dirlo, la respirazione bocca a bocca vietata, meglio la morte. E fin qui concordo se il bagnino non è propriamente un Riace. I fidanzati multati per un bacio in pubblico, i droni e gli elicotteri a caccia del runner solitario distanziato dal mondo; il vecchietto con 500 euro di pensione multato perché è andato a comprare il pane al di là della staccionata. Con un guinzaglio gli avrebbero risparmiato l’onere.
E i congiunti? Ne vogliamo parlare? Termine a parte. Marito e moglie al ristorante possono sedersi accanto, i fidanzati vanno distanziati. E chi glielo dice alla task force che poi andranno a rotolarsi nello stesso letto o in macchina, in garage, o sotto le stelle? Noi no, potrebbero restarci male.
Andando avanti riempiremmo 450 pagine di incoerenze, senza essere strapagati.
Lo so bene, hanno voluto regalarci piccoli momenti di ilarità, per il nostro bene, per non farci andare completamente fuori di testa.

Non sto negando la presenza di questo maledetto virus ma tutto ciò che vi ruota attorno di inconcepibile.

Ed ora arriva il distanziamento verticale, con gli adesivi a indicare dove mettere i piedi e in che posizione sedersi. La posizione, già, ci aspettiamo di certo altre indicazioni ma potrebbero restare disattese, si sa “de gustibus”

È iniziato a Torino, in sordina, ora diranno che i contagi aumentano per giustificarne l’obbligo ovunque. Vogliono proteggerci, lo so, lo sappiamo bene, hanno scoperto di amarci, all’improvviso, un delirio amoroso pazzesco. Non ci dormono la notte, neanche “col favore delle tenebre”
Ma come si fa a non ammettere che è davvero troppo grande questo amore? ODI ET AMO! Ma come si fa ad accettare in nome di un possibile contagio (al momento curabile) a rinunciare a vivere, a farci dirigere ciecamente come automi? O in nome di un partito di appartenenza, pur di non screditarlo, si accetta l’inverosimile senza una punta di obiettiva lealtà? E sta accadendo proprio a un popolo che si dichiara evoluto? Di qualunque orientamento politico siate (mi ci tiro fuori, sono apartitica da sempre) non si può giustificare tutto questo e non si può più credere che sarà ancora per poco perché l’emergenza è scesa e le assurdità e le incongruenze aumentano.

Ogni giorno muoiono migliaia di persone in Italia (intorno a 2000) per altre patologie! Circa 500 al giorno di tumore. Ma sembra non ricordarsene più nessuno e sono state private anche della giusta assistenza, come malati di second’ordine.
Si muore di cancro ma nessuno ci vieta di mangiare alimenti a rischio, di fumare, nessuno chiude i fast food e distrugge il cibo spazzatura, nessuno ferma le ecomafie che ci avvelenano ogni giorno contaminando mari, fiumi, terreni addetti alle coltivazioni.
ECOMAFIE, la vera piaga di un’intera umanità, rifiuti tossici che si riversano ovunque per finire sulle nostre tavole, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo.
Nessuno si preoccupa del proliferare dei reparti di oncologia pediatrica per colpa di tutto questo. Già, ma i bambini malati non sono contagiosi, non attentano alla nostra incolumità! Per il momento possono aspettare, e che diamine! Date uno sguardo ai bambini che si ammalano a Taranto. Già Taranto e chi se ne importa se si muore per campare.
Ora ognuno deve pensare a proteggere se stesso… da un pericolo che non sarà né il primo né l’ultimo. Abbiamo paura? La paura è lecita, anzi è sana, ci aiuta a preservarci ma deve essere razionale per non sfociare in fobia. In caso contrario dovremmo evitare anche di viaggiare.
I dati aggiornati al 2018 dicono che i morti per incidenti stradali in un anno sono stati 3.334 e 250.000 i feriti.
https://www.ilsole24ore.com/art/nove-morti-giorno-italia-incidenti-stradali-province-piu-pericolose-ACEzSS0

Morirò di covid o di altro non cambia la meta predestinata, ma non morirò da inabile al pensiero e soprattutto non da egoista.  E spero di morire dignitosamente, circondata dagli affetti della mia famiglia. Togliere dignità alla morte è inconcepibile.
E se il virus è in un autobus (ammettiamo!) ti becca che tu stia guardando un altro passeggero o che tu gli sia di spalle.
Tutto ciò è illogico, ridicolo se non fosse tragico.

Questa si chiama deumanizzazione attraverso coercizioni psicologiche e sociali
Questo si chiama fascismo sotto mentite spoglie di antifascimo
Questo si chiama abuso di potere (anche di un’azienda trasporti succube) travestito da filantropia sociale e nazionale.

Ci stanno togliendo tutto, soprattutto alle nuove generazioni. Ci stanno togliendo le certezze, le speranze, i sogni il lavoro e con il lavoro la dignità. Privati della dignità si accetta tutto

Ok, volete tutto, prendetevi tutto ma non avrete il mio Breil.

Breil

Pensieri inabili di Maria Teresa Infante
ma non statemi a sentire, avevo solo una notte d’avanzo mentre guardavo fuori dalla finestra pensando a ciò che è cambiato dentro.
Ore 6:00


6 pensieri riguardo “Breil

  1. Estela Soami 9 agosto 2020 — 8:12

    E. . . senza la saggezza che per generazioni ha guidato la vita degli uomini che sapevano ascoltare cuore e anima per scegliere la via migliore, nessuno avrà più certezze e la confusione regnerà sovrana fino alla distruzione di ogni possibile miglioramento. Si sta creando un clima privo di certezze che destabilizza i più deboli e i più fragili. Solo ritrovando la saggezza si potrà tornare ad avere una vita degna di essere vissuta.
    Bravissima Maria Teresa per usare ogni mezzo per far riflettere sugli abusi di un potere malsano. Peccato per la Tua bella Italia che sta andando alla deriva con un accanimento incomprensibile per me che vivo altrove e che ho sempre ammirato la Tua nazione così ricca di possibilità e con delle menti eccelse. Peccato per chi se ne dimentica e sembra vivere in una nuvola di pura inconsapevolezza. Un compito arduo il Tuo, di portare luce dove le ombre sono più oscure, so che riuscirai a scuotere le anime assopite in una falsa visione del vivere.

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    1. Vorrei avere le tue stesse certezze carissima amica, credo che per il momento il nostro compito sia almeno seminare il dubbio per spingerci alle pause e alle riflessioni e procedere lentamente verso nuove conoscenze, speriamo positive. Il pensiero critico non deve morire, che sia nel giusto o nell’errore dobbiamo tenerlo in vita e non narcotizzarlo. Ti abbraccio di cuore e ti ringrazio per la tua vicinanza.

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    2. Non abbandoneremo mai la speranza in una riconversione della società pur nella consapevolezza che la rinascita è successiva solo alla morte. Dobbiamo ancora toccare il fondo per augurarci un risveglio e ritrovare la nostra naturale armonia di individui inseriti in un contesto sociale. Grazie di cuore per l’attenzione e l’affetto che mi giungono dalla tua bella amicizia

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  2. Una chiara analisi che va al di là delle parti. Eloquente è deliziosa la tua ironia ricca di richiami culturali a tutti i livelli.
    Grazie Maria Teresa, i tuoi pensieri mettono in luce le enormi contraddizioni che tutti noi viviamo e subiamo inconsapevoli( o forse no).

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    1. Ti ringrazio di cuore per l’attenzione Saveria e soprattutto per la condivisione di pensiero. Non ci resta che attendere la restituzione della nostra vecchia normalità perché credo che la “nuova normalità” non corrisponda al senso della nostra vita. Un cordialissimo saluto e ancora grazie

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    2. Non posso che sentirmi onorara per la tua attenzione ma soprattutto per la vicinanza di pensiero. Ti ringrazio di cuore con l’augurio e la speranza che l’uomo possa tornare in sé, riappropriandosi della sua naturale dignità

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