PATRIZIA VARNIER, la poesia che rifiuta la cicuta quotidiana

Patrizia Varnier, milanese di nascita, friulana di origine e brianzola di adozione

Potete mettermi un bavaglio
la mia scrittura parlerà per me
ho urgenze più ardite
dei vostri miseri rattoppi
intere specie in estinzione
foreste che non smettono di bruciare.
La mia scrittura è esile
ha gambe di fanciulla
prenderà forza
nella cattedrale dell’Assoluto
lì avrà pulpiti di infinito
ad amplificarne flebili vagiti.

(Bavagli)

Versi scarnificati che mettono le ossa a nudo in digressioni d’anima d’inequivocabile trasparenza. La poesia di Patrizia Varnier di matrice contemporanea si esprime in diktat in cui forma e contenuto si fondono in una sintesi di efficace eloquenza. Assente il sospeso concettuale tra pensieri chiaramente espressi con energiche bracciate nel mare quotidiano in cui lottare è un abito usuale…/ Potete mettermi un bavaglio/ la mia scrittura parlerà per me. Il percorso di una mente mai doma o assuefatta al precostruito, al precotto da portare in tavola, alle imposizioni o all’uniforme costrutto collettivo…/ Socrate insegna/ ma io rifiuto/ mia cicuta quotidiana. Una poetica non solo contemplativa ma che racchiude l’agito, le risposte si susseguono ai dubbi per tarpare le ali all’attesa che rallenta il viaggio e non serve andare troppo lontano quando sai già di cosa hai bisogno e ti basti tra una lacrima e l’altra versata…/ Grata/ rimango ad osservare/ il diaframma trasparente dello Spirito.

Di donna in donna la Varnier non nasconde le fragili essenze femminee…/ Donne/ di acciaio/ non esistono,/ han nascondigli/ dentro corazze ferree…/ ma ha ben chiara la strada e la consapevolezza che gli ostacoli non si aggirano ma si affrontano, senza lasciarsi lacerare l’anima in cambio di una carezza mancata…/ Aliena/ per vocazione/ studio colonie umane/ con curiosità / sempre maggiore.

Tra un verso e l’altro di grande efficacia comunicativa offre il suo essere e così sia, distante dalla “resa” del percorso umano, aggrappata alla sanità mentale. Tutto si trasforma ma nulla va deturpato…/ Socchiudo gli occhi e non per paura/ lascio aperto il flusso/ che ci unisce oltre ogni sogno sognato.

Prefazione di Maria Teresa Infante
In “Poetare donna” Oceano Edizioni di A. Maria Lombardi

Patrizia Varnier, donna attiva e impegnata nutre svariati interessi: nel 2003 coopera alla nascita e allo sviluppo di un’associazione culturale locale ad impostazione ambientalista: Il Cuculo, Laboratorio delle Idee e ne diviene Presidente fino al 2009 partecipando alla fondazione della rivista omonima. Nel 2004 aderisce a una lista civica comunale e viene eletta Consigliere, collaboratrice nell’Assessorato alla Cultura. Tutto questo in contemporanea con gli impegni di moglie, madre e lavoratrice autonoma.

Nel 2018 la sua prima silloge: Frasi d’acqua, Oceano Edizioni; nel 2020 Una parete sottile fatta di nebbia, Eta Beta Edizioni, una raccolta di racconti e poesia. Il libro aderisce a un progetto benefico per la costruzione di pozzi d’acqua in Burkina Faso ed è corredato dalle foto di Francesca Bulleri, ideatrice del progetto dei pozzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close