Note di lettura

anno di pubblicaz.: 2024
codice isbn: 979-12-81042-38-4
prezzo di copertina: 13.00 – prezzo ebook: 3.00
Non solo Alejandra Pizarnik o Georg Trakl, citati dalla stessa autrice, hanno ispirato i testi di “Un quarto alle 3:00”, ma tantissimi altri autori della letteratura mondiale, se si considera che il tema della notte è uno dei più comuni, associato com’è a percezioni emotive, interrogativi di natura etico-filosofica, figurazioni oniriche, esigenze estetiche.
La scommessa dell’autrice è quella di attraversare questo deposito di tòpoi e farne nuova materia di canto, senza spezzare l’enigma.
La notte trascorre, infatti, in questi versi, con il suo passo intimo e segreto, facendone il tempo della riflessione, della caducità e dei ricordi, ma anche, come Byron, dell’energia creativa, favorita, come racconta Antonella Anedda in “Notti di pace occidentale”, da un percorso all’ interno del proprio sé più profondo.
Ne nasce un dialogo così intimo, che il tempo per antonomasia del silenzio e dell’oscurità diviene quello che rivela, che detta le parole vere, tanto da fare dire alla poeta che esso soltanto sa farci approssimare a quell’infinitezza che la luce del giorno nasconde, sia che si resti svegli sia che ci si abbandoni al sonno. Quest’ultimo, specie se visitato dai sogni, si fa luogo di incontri con il divino e l’enigma della propria anima, essendo abitato da figure simboliche che non sono distanti dal linguaggio della poesia. Le notti che “intonano canti alla luna” ci rimandano all’ esperienza del poeta Novalis, che prima inverte luce e buio, attribuendo la prima alla notte e viceversa e poi li riconcilia, trasformando il dolore in canto.
Il dolore percorre, di fatto, tutta la silloge, convocando spettri, disperazioni, trafitture della memoria per giungere infine alla commemorazione dello zio Bruno che di notte, a Berlino, dove abitava, amava leggere e meditare.
Questa figura parentale sembra rifulgere come un angelo che ormai sa la verità che nessun libro gli ha mai rivelato. Quell’angelo che annuncia, obbedendo al suo compito, la dimensione dell’oltre, ponendo un sigillo sacro che fa di tutte le parole umane solo una prefigurazione dell’interezza.
Franca Alaimo, 18 aprile 2024

Poesia, narrativa, saggistica, critica e collaborazioni letterarie
