Mauro Montacchiesi per “Bambole”, di Maria Teresa Infante

Bambole

C’è una stella
a fare da scudo al cielo
una stella
che frantuma il buio
una stella
che non rischiara

è lì che ho lasciato gli occhi delle bambole.


Tratta da “Collisione d’interni”,
Il Convivio Editore, 2019

Immagine di proprietà.
Sito: Abbazia di Pulsano presso
Monte Sant’Angelo (FG)


Soggettive interpretazioni di Mauro Montacchiesi

La lirica è ricca di coinvolgenti suggestioni.
Le immagini sono intense, sono luminose
“una stella a fare da scudo al cielo” / “gli occhi delle bambole”
vigoroso è il loro effetto emozionale.
Tali immagini si evidenziano profonde, misteriose,
incrementano la potenza espressiva del contenuto.
La stella è luminosità, è bellezza,
essa si libra come paladina contro l’oscurità del cielo.
È un riferimento alla speranza, è la presenza di un quid di positivo
persino nelle circostanze più buie.

“è lì che ho lasciato gli occhi delle bambole.”
“Una stella che non rischiara”

Una verità celata? Un intimo dolore non confessato?
L’ illuminazione spirituale non è ancora pienamente manifesta.
Una speranza, un desiderio, non sono ancora realizzati.
La stella, pur essendo nel cielo, non illumina,
ci sono aspetti della vita o dell’anima che rimangono indecifrabili per la stessa poetessa.
La verseggiatrice comunica che è lì, su quella stella, che è stata costretta dalla vita,
dalle sue disillusioni… a sognare.
Vale a dire:
un rifugio per la propria innocenza, per la propria fragilità.
Icastici si avvertono:
l’anelito di una fuga dalla realtà immanente,
l’auspicio di approdare a un’oasi di pace;
nel trascendente.

Il cielo è lì
dove finisce lo sguardo.”

(Victor Hugo)


Mauro Montacchiesi
poeta, scrittore, saggista

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