PANETTONI E BALOCCHI WANTED

Come modificare geneticamente il nostro modo di vivere, lo stato mentale e umorale, psicologico, sociale, gastrointestinale, esteticobiliare, testicolovaginale, immobiliare, alimentare, tuttodarifare.
La mente fa brutti scherzi e a volte non riconosce il presente ma sembra stia arrivando la “Festa” quella per eccellenza, eppure l’aria è tetra, atmosfera contrita e nera, catene e cilici in sordina, chi ride rischia il confine, chi piange e ha paura del buio si aggiudica un week end alle Canarie.

Sembra davvero ieri, dopo il bagno di Ferragosto neanche il tempo di finire il ghiacciolo al mango che cominciavano ad ammorbarci con panettone e pandoro natalizi, a darci la sveglia con Gingle Bells e augurarci la buonanotte con Happy Days.
A ottobre partiva già il 3×2, per tenere allenato il palato, e a dicembre se compravi cinque panettoni (con uvetta e canditi) ricevevi la Porche in omaggio e se non avevi spazio nel box, potevi sempre regalarla ai vicini, non era vietato starci vicino.


A Santo Stefano se sopravvivevi al cenone, con le dodici portate delle nonne e delle ventiquattro zie, ricevevi la tessera di Accademico Motta e Bauli e la medaglia di socio onorario con diritto allo sconto per il prossimo anno, che tanto avresti perso la tessera.


Le Tre Marie – venute da lontano – arrivavano direttamente a casa se eri figo e avevi un fisico bestiale (hai presente Antonacci prima che arrivasse agli anta? è che non lo butterei via neanche adesso); se eri a metà tra Crisanti e Brunetta ti toccava Balocco che si attaccava al gargarozzo come la Brooklyn dopo un lavaggio in lavatrice, dimenticata nella tasca del Jeans ( e ti è andata anche bene)

Cambiano gli spot, evoluzione con effetti speciali del buon vecchio Carosello che era come vedere “Via col vento”, durata h. 7:50, diventava uno di famiglia, si aggiungeva perfino un posto a tavola. È servita una generazione per distinguere il tubetto del dentifricio da quello della maionese, è che amavano prendersela comoda, mica per altro, e bastava un Cynar a preservarti dal logorio della vita moderna (di una volta, che oggi siamo post-moderni, tornati al Pleistocene)

E così mi riscopro nostalgica – chi l’avrebbe detto – dov’è tutto ciò che ritenevo noioso e scontato? Lo voglio, voglio il PANETTONE (quello lievitato 151678 ore e con un boccone ti regala tre chili e ottanta) in cambio degli spot che ci propinano un panino al girino, un giro di mezz’ora nel bordello, una pinta di birra liofilizzata e una canna per darti una botta di coraggio; prestiti e mutui – finché morte non vi separi – con chi vuole solo il tuo bene per sfilarti l’intimo, a ognuno il suo: anche qui vale il 3×2 etero/omo/gender;  e ancora, vacanza tutto compreso, pensione completa su Marte – bevande a parte – pagamento anticipato; materassi di cosanonsièancoracapito ma ti regalano anche la camera da letto solo fino a sabato (non si sa di che mese) e al risveglio somigli a Emilio Fede.  

Oh benedetto PANETTONE non avrei mai pensato che mi sarebbe mancato, mi andrebbe bene anche scaduto da un anno che tanto non l’ho mai mangiato, era un rapporto basato sulla cieca fiducia: arrivava la festa e un bambinello paffuto e bello.

Svanito il panettone e scomparsi gli spot dei giochi per bambini, dei libri di favole, dell’allegro chirurgo (vietato giocare al dottore perché l’ammalato non vuole farlo più nessuno… e neanche il dottore). E Barbie, Ken e Big Jim? L’innocente triangolo, io, te e tu tra noi. La perfezione osannata affinché a dodici anni i bimbi chiedessero a Babbo Natale labbra, tette, tartarughe per addominali, la Snaidero con la penisola e l’affettatrice incorporata, e la BMW tutta accessoriata.


E gli gnomi, le fatine, lo scettro magico e la spada di Zorro, le costruzioni?
Il Lego, che anche senza il CEPU riusciva a farci parlare otto lingue contemporaneamente quando raccoglievamo i mattoncini per casa e sotto i divani, per la gioia dei nostri bimbetti che ne nascondevano sempre uno nel pacco dei rigatoni. Te ne accorgevi quando ti scheggiavi il molare e la digestione non era quella usuale.
Pufff… svaniti!!
Perché ora i bambini… ehhhh i bambini, questi esserini strani (con due occhi e una testa) che ci troviamo tra le mani e attentano al nostro domani.
E dovremmo anche comprargli giocattoli? Oh my God! Meglio tenerli lontani.

Balocchi, panettone, profumi e diamanti? Ma per favore, siamo seri, non fate gli umani:
“Un banco a rotelle è per sempre” (così parlò Zarathustra)

A Natale compra un monopattino e farai felice una testa… di stato
Vedrai, anche i posteri ne parleranno.


Maria Teresa Infante
ma non statemi a sentire

Un pensiero riguardo “PANETTONI E BALOCCHI WANTED

  1. Vincenza De Ruvo 19 novembre 2021 — 12:25

    Voglio il panettoneee😂👏👏❤🌺

    Piace a 1 persona

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